Sono cresciuto in una casa con un orologio a pendolo. Anche in casa dei miei nonni c’è un orologio a pendolo. Uno di quelli che scandisce i secondi, come un metronomo ma con un bpm fisso, e segna le ore con n tocchi in base all’ora segnata. Si, questo significa che alle 12 (am-pm) i tocchi sono dodici.
Nonostante questo però, per la mia -attuale- stanza, ne cercavo uno che non avesse lancetta dei secondi, che non scandisse il passare del tempo. Li fermo, in silenzio, che ti mostra l’ora solo quando vuoi saperlo. Ho impiegato circa 8 mesi per trovarne uno. E stanotte, dopo quasi 2 anni, stanotte ho sentito il battito dei secondi.
Anche se non sicuro se ero sveglio credendo di star sognando, oppure stavo sognando credendo di essere sveglio. Stamattina -senza dubbio- è tornato al suo melodico silenzio.
Archive for the ‘Giorno dopo giorno’ Category
Tic-tac
22 Mar 2009 / In Giorno dopo giorno, Hasta SevillaSimme e’ Napule, paisà
10 Dec 2008 / In Giorno dopo giorno, Hasta Sevilla, at SevillaMi avevano detto che vicino casa mia (a Sevilla, España) avrebbero aperto una pizzeria-da-asporto.
Ora, Sevilla non è proprio famosa per la pizza, o forse lo è per la non-pizza.
Da qualche giorno ha aperto, giusto a 100mt da casa mia (cosa molto pericolosa!), in questo ex-negozio di vestiti mai decollato, La piccolina, pizzeria da asporto. Ieri sera il momento di provarla, consapevole del fatto che se fosse buona, per me sarebbe la rovina gastro-finanziaria.
“Una pizza margherita” si va sempre sul sicuro, meglio non rischiare proprio all’inizio. Due i pizzaioli italiani (uno lavorava, l’altro guardava) sotto il nome di una sevillana.
Quattro le pizze in menù, forno elettrico e ingredienti per lo più italiani.
La pizza. Base buona, l’unica che sa di pizza dentro il perimetro di Sevilla, ma qualcosa stona nel pomodoro (o nel formaggio). Qualcosa sa di aglio e nasce il dubbio che possano averlo messo nel pomodoro giusto per dar quel pizzico di fidelizzazione ai clienti sevillani, un po’ come si fa con i bambini con la mela grattugiata nella pasta o lo zucchero nella minestra, oppure semplicemente un coltello usato per tagliare l’aglio, poi, usato per tagliare la pizza. Chiederò loro.
Quarter
30 Nov 2008 / In Giorno dopo giorno, at SevillaUna canzone di Veruca Salt. Il numero atomico del manganese. Le meraviglie del mondo. I doubs. L’autostrada dal New Mexico a Wyoming. La porta SMTP. Gli anni di Windows. L’aspirante perfetto.
San Pedro
22 Sep 2008 / In Giorno dopo giorno, Racconti, at SevillaFatti di cronaca:
18.00 – Sevilla
in un tentativo malsano di salire un cactus (San Predro, miniera di mescalina), vengo punto per non far cadere il cactus
18.00:05 – Sevilla
Guardandomi il polso, mi rendo conto che una spina (della lunghezza di 8cm approssimati, ndr) aveva perfettamente centrato una vena
18.00:06 – Sevilla
Prendo atto del fatto che mi si era rotta una vena trovandomi una pallina da pingpong nel polso
03.25 (giorno successivo) – Sevilla
Rinnovo il vaccino per l’antitetanica e per altri 10 giorni sono coperto
Notte di mezza primavera
15 Jun 2008 / In Giorno dopo giorno, Hasta Sevilla“ayuda! ayuda!”
credo gridasse una delle mie coinquiline, ma io non riuscivo a sentirle.
“michele … donde esta michele”
credo di essermi svegliato in quel momento, di soprassalto, senza capire cosa stesse succedendo, ma una strana presenza di fumo nella mia stanza. si apre la porta ed il fumo aumenta velocemente, tanto da render vano il tentativo di accendere la luce.
non riusciva a passare.
“ayuda! ayuda!”
non capivo perché gridasse, non capivo cosa stesse succedendo.
fumo. solo fumo in tutta la casa, senza saper la ragione.
pensieri annebbiati, respirazione affaticata. fuori nel balcone, visto che dalla scala non si poteva scendere.
e mi chiedevano cosa stesse succedendo, domande che giravo ai vicini nella speranza di aver una risposta.
poi la luce. le fiamme nel salone.
[...]
per i giorni successivi la casa portava il profumo di quella notte.
ed io quella notte me la porterò sempre.
Kilotto Hasta Sevilla
09 Sep 2007 / In Giorno dopo giorno, Hasta Sevilla, Il bello di sentirsi vivi, Trackback(Traduzione in spagnolo di questo post)
Serà¡ por las raàces de maleta-de-cartòn(*) o esta gana de viajar siempre, he decidido.
Y asà el 5 de septiembre parto para Sevilla. Si, he ido ya.
Billete solo ida. Pocas certezas, mucho entusiasmo.
Empezò asà el mail con el que comuniquè a los “Barsportini” què he decidido dar el gran paso. Porque antes o despuès somos todo llamados a hacerlo. Y antes o despuès todos deberàan hacerlo.
El mào se llama España, Sevilla en particular.
Pocas certezas. Una pre-inscripciòn a la universidad. Algùn anuncio por la habitacion.
Ya fui 4mesi a Sevilla y estoy volvièndo. Un poquito porque parece Palermo, pero administrada mejor (si, lo se, no tendrè mas el mar a 5minuti de casa y no serè envidiable para èsto, pero tendrè la cerveza a 90centimos y alguien me envidiarà¡ seguro!). Un pò porque he conocido a las personas justas. Porque tienes que encontrar siempre las personas justas.
Estoy convencido que la mitad del juego dependa de èste. Un cincuenta-y-cincuenta con la vida que se viste de suerte.
Tengo 23anni. Acerca de 5anni de experiencia laboral y una universidad de terminar.
A veces mi casa me sale apretòn. A veces mi ciudad me sale apretòn.
Pues, somos ciudadanos europeos, no?!?!?!
Me llevarè tras los recuerdos. Otros momentos vendrà¡n que recordar.
Bueno, me voy!
Quiero dejarme ir, quiero de mà¡s por mà, quiero echarme para caer arriba.
(*) Cuando los Sicilianos partieron para ir en america, tuvieron una maleta de cartòn.
Non li avete uccisi
25 May 2007 / In Giorno dopo giorno, TrackbackTorno proprio adesso dal concerto in piazza. Il concerto che ha ciuso questa giornata. La giornata della memoria, la memoria di chi è stato ucciso perché credeva in ciò che faceva. Aveva il coraggio di credere nelle proprie idee. Credeva nella possibilità di poter cambiare le cose.
E così son passati 15anni dal 23 Maggio 1992.
Son passati 15anni e forse le cose non son cambiate tanto da quel giorno. Forse ci son meno morti, si fa meno rumore, ma no, le cose non sono cambiate.
“…tanto è inutile che fate queste cose, la mafia rimane li con l’attack!”
Questo è quello che mi ha risposto Sly quando gli ho detto cosa si sarebbe fatto in questa giornata, per noi importante. Per noi perché, chiedendo in giro, in pochi ricordavano cosa si ricordava.
La frase di Sly era vestita di ironia pungente, ma forse non è andato tanto lontano dalla verità .
E noi questa cosa ce la portiamo. Nel continente. Fuori il continente. Un pò ci rende forti, un pò ci rende deboli. E’ come un neo che non puoi nascondere. E con i nei ci si nasce, e ci si muore.
Stasera in piazza c’erano centinaia di ragazzi. Stasera in piazza eravamo in centinaia.
Forse basterebbe crederci un pò di più!
Non li avete uccisi: le loro idee camminano sulle nostre gambe!
Penna e calamaio
28 Mar 2007 / In Giorno dopo giornoGiorni fa, mio padre viene da me e mi chiede una penna per scrivere in una pergamena, per mia madre.
Oggi, mia madre viene da me e mi chiede un penna per scrivere in una pergamena, per mio padre.
Quasi quasi faccio il proclamatore.
Appuntamento bagnato
23 Mar 2007 / In Giorno dopo giornoIn questa ondata di inverno che tanto aspettavamo (?), perché inizia a piovere esattamente alle 15.10 quando io decido di uscire da lavoro?
Qualcuno mi ha detto che dovrei prima consultare il meteo.
Parole economiche
06 Oct 2006 / In Giorno dopo giornoPensado all’estate passata, ricordo di aver assistito a questa conversazione che ha l’essenza del bisogno di risparmiare anche nelle parole.
Dopo una descrizione di un sottomarino.
Gastone: “Una cosa megalattica.”
ZioPaperone: “Megagalattica, si dice megagalattica.”
Gastone: “Vabbè, volevo risparmiare. Mi come fai.”
ZioPaperone: “Tranquillo, tanto in acqua è tutto più leggero.”
Minnie: “Vero, come duemilaleghesottoimari.”
L’importante è accordarsi prima sulle unità di misura.

![[i365] #015 Old jeans](http://www.kilotto.com/wp-content/cache/4360313151_ef06c8fd2a_s.jpg)


















